Visita alla mostra del pittore Beato Angelico a Palazzo Strozzi di Firenze
La Fondazione Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco presentano Beato Angelico, straordinaria e irripetibile mostra dedicata all’artista simbolo dell’arte del Quattrocento e uno dei principali maestri dell’arte italiana di tutti i tempi. La mostra affronta la produzione, lo sviluppo e l’influenza dell’arte di Beato Angelico e i suoi rapporti con pittori come Lorenzo Monaco, Masaccio, Filippo Lippi, ma anche scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia.
Prenotazioni e informazioni
Entro il 15/12/2025
oppure prenota in Sede o Contatta un R.d.L. Successivamente il R.d.L. ti aggiungerà al gruppo WhatsApp dedicato
Logistica e organizzazione
Posti limitati a 20
Quote e condizioni: Biglietto ingresso più Guida dedicata € 20
Il viaggio sarà effettuato in treno, sarà necessario acquistare individualmente il biglietto Trenitalia
ANDATA:
GENOVA BRIGNOLE ore 5,14 FB8601
CHIAVARI “ 5,41
CAMBIO A PISA CENTRALE ore 7,38 RV4014
FIRENZE S.NM.N. ore 8,38
RITORNO :
FIRENZE S.M.N. ore 17,09 RE18524
VIAREGGIO “ 19,19 IC 518
CHIAVARI “ 20,36
GENOVA “ 21,17
Percorso
Percorso Urbano
Equipaggiamento consigliato
Abbigliamento invernale per gita turistica
Responsabili (R.d.L.)
Rovegno Natalia 339 330 1538
Repetto Giuseppina 347 784 3401
Cenni su Beato Angelico
Beato Angelico, Fra' Angelico, o Giovanni da Fiesole (nato Guido di Pietro; Vicchio, 1395 circa – Roma, 18 febbraio 1455), è stato un pittore italiano.
Tra i massimi esponenti del Rinascimento, Fra' Angelico è considerato uno dei maggiori artisti del Quattrocento.[1] Le sue opere segnarono alcuni dei «più alti punti a cui sia giunta mai la pittura cristiana».[2] Artista di straordinaria sensibilità, fu tra i primi a integrare in modo armonioso le innovazioni prospettiche elaborate da Brunelleschi e gli studi sulla luce e sul colore portati avanti da Masaccio.
Frate domenicano, cercò di saldare i nuovi principi artistici rinascimentali, come la composizione prospettica e l'attenzione alla figura umana, con i vecchi valori medievali, quali la funzione didascalica dell'arte sacra e il valore mistico della luce.[3][4] Lungo la sua carriera realizzò importanti cicli pittorici, tra cui gli affreschi del convento di San Marco a Firenze, che ancora oggi rappresentano uno dei massimi esempi di meditazione visiva e spirituale del primo Rinascimento.
È stato proclamato ufficialmente beato da papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 1982, anche se già dopo la sua morte era stato chiamato "Beato" sia per l'emozionante religiosità che pervade tutte le sue opere, sia per le personali doti di umanità e umiltà.[2][5][6] La sua fama si diffuse ben oltre l’ambito religioso, al punto che numerosi artisti e storici dell’arte del XIX e XX secolo lo considerarono un modello di purezza espressiva e di equilibrio compositivo.
Fu Giorgio Vasari ne Le vite ad aggiungere l'aggettivo "Angelico",[7] riconoscendone non solo l’abilità pittorica, ma anche la dolcezza e l’elevatezza spirituale che traspare da ogni sua opera.

