Questa interessante escursione parte dal centro di Zoagli, il più piccolo dei comuni che si affacciano sul golfo del Tigullio, ma meta preferita dai turisti in cerca di tranquillità.
Dalla chiesa parrocchiale di San Martino, attraversata la piazza principale del paese, si raggiunge la via Aurelia e si prosegue verso San Pietro di Rovereto, percorrendo quello che era il tracciato dell'antica strada romana. Nella chiesa di questa amena frazione è conservata un'urnetta cineraria rinvenuta nelle vicinanze, oggi utilizzata come acquasantiera, che in origine custodiva le ceneri di un ufficiale dell'esercito romano. A lato della chiesa la mulattiera risale ripida la collina, tra fasce terrazzate, muri a secco e case sparse negli oliveti con vista sul litorale.
Cessati i coltivi, si entra nel bosco ed in breve si raggiunge il settecentesco santuario dedicato alla Madonna Causa Nostrae Laetitia, conosciuto anche come santuario della Madonnetta, luogo di pace, caro alla devozione di tanti zoagliesi. La mulattiera prosegue ora, con limitata pendenza, sino al passo dell'Anchetta (m. 474). Da qui il sentiero sale sino al monte Carmelo (m. 567), per poi scendere alla Colla di Oneto (m. 525), un tempo crocevia di teleferiche adibite al trasporto del fieno, falciato sui terrazzamenti, ormai incolti, che si incontreranno più avanti. Questo tratto, con vista su Zoagli e la sua vallata, è molto panoramico.
Dopo un breve passaggio sul versante della Fontanabuona, si prosegue quasi in piano sino a Montallegro (m. 612). Il santuario venne edificato a seguito dell’apparizione della Madonna il 2 luglio 1557 ad un contadino, Giovanni Chichizola, che, di ritorno da Genova, si era fermato per un po’ di riposo, mentre era diretto a Canevale, suo paese, situato al di là del monte. Dall’ampio sagrato della chiesa si può godere di uno splendido panorama sul mare, sulla città di Rapallo e sul promontorio di Portofino. Dopo una breve sosta, si percorre a ritroso, nella splendida lecceta, il sentiero fino al bivio per Chiavari e Zoagli.
Da questo crocevia, con una breve ma ripida salita, è possibile raggiungere la vetta del monte Castello (m. 665). Il toponimo ricorda la presenza, sulla cima del monte, di un castello (castrum rapallinum), risalente ai secoli XIII-XV, sorto per il controllo e la difesa del crinale meridionale della val Fontanabuona. Pochi resti di murature sono ancora visibili sulla sommità del monte.
Imboccato il sentiero per Zoagli, si comincia a scendere, dapprima nel bosco e poi fra terrazzamenti ad uliveto, sino alla chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio (m. 198), dotata di un ampio e panoramico sagrato. La dedicazione di questa chiesa al santo ambrosiano va messa in relazione con la presenza, nell’VIII secolo, dei vescovi milanesi a Genova e in Liguria, che erano rimaste bizantine, mentre a Milano si erano insediati i Longobardi.
Da Sant'Ambrogio, con percorso pianeggiante assai panoramico, si arriva alla piccola chiesa di San Pantaleo, risalente al XII secolo, posta a cavallo del l'antica strada romana, percorrendo la quale si ritorna a Zoagli.